Il Senato ha dato il via libera definitivo alla legge sul nucleare in Italia. La soddisfazione della Premier Meloni e tutti i dettagli.
Il ritorno del nucleare in Italia compie un nuovo passo. Nel pomeriggio di mercoledì 23 settembre 2026, l’Aula del Senato ha approvato in via definitiva il disegno di legge delega sul nucleare presentato dal ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin. Il provvedimento, già approvato dalla Camera lo scorso giugno, è passato a Palazzo Madama con 81 voti favorevoli, 51 contrari e 7 astenuti.

Via libera al Ddl nucleare in Italia: la soddisfazione della Meloni
La legge affida al governo il compito di definire, attraverso successivi decreti legislativi, una nuova disciplina per l’energia nucleare civile. I provvedimenti dovranno essere adottati entro un anno dall’entrata in vigore della legge e riguarderanno diversi ambiti: dalla costruzione e dall’esercizio degli impianti alla produzione di idrogeno attraverso l’energia nucleare, dalla sicurezza alla gestione del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi, fino alla ricerca sull’energia da fusione.
Tra gli elementi indicati nella delega figurano anche i nuovi Small Modular Reactors (Smr) e gli Advanced Modular Reactor (Amr). L’obiettivo dichiarato dal governo non è quindi quello di riproporre le grandi centrali presenti in Italia prima del 1987, ma di puntare sui piccoli reattori modulari, una tecnologia che attualmente si trova ancora nella fase di prototipo.
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito l’approvazione una scelta “coraggiosa e di buon senso”, sottolineando che l’Italia oggi importa elettricità prodotta da centrali nucleari di altri Paesi. Ora, ha spiegato, toccherà al governo intervenire sulle norme relative a sicurezza, autorizzazioni, rifiuti e rapporto con i territori.
Tempistiche e location delle centrali
Pichetto ha indicato una possibile tempistica per la realizzazione dei primi impianti. Secondo le stime da lui riferite sulla base degli elementi disponibili e delle valutazioni degli esperti del settore, i primi reattori potrebbero essere operativi tra il 2033-2034 e il 2034-2035.
Un capitolo importante riguarda inoltre le scorie. La delega prevede norme sul deposito e una distinzione tra rifiuti ad alta radioattività e quelli a bassa e media intensità. Per i materiali più radioattivi è previsto uno stoccaggio temporaneo in attesa del deposito geologico, mentre per quelli a bassa e media attività dovrà essere individuata una soluzione nazionale.
L’approvazione della legge, tuttavia, non significa che la produzione nucleare partirà automaticamente. Il testo non finanzia la costruzione delle centrali, ma prevede le coperture iniziali per l’avvio del programma e la riorganizzazione dell’Agenzia per la sicurezza. Restano inoltre da definire la localizzazione degli impianti e la realizzazione del Deposito Nazionale e Parco Tecnologico. I successivi passaggi dovranno infine rispettare gli obblighi internazionali e il quadro europeo.